Il LA Positivo

Ho sempre amato le collaborazioni, vi presento qui un racconto attuale, di catarsi, sul potere salvifico della musica, scritto da Maria e da me illustrato, enjoy!

Buongiorno a tutti, mi chiamo Anna.
Pare che debba presentarmi.
Ebbene, non vi dirò mai quanti anni ho, perché poi pensereste che sono troppo piccola… o troppo grande. Invece io vi direi che sono giusta.
Dicono che ho la faccia furba e che ho le dita lunghe… io posso solo dirvi che ho una cicatrice sul naso (piccola! Giuro! Un vecchio incidente, se avremo tempo ve lo racconterò), un neo sopra l’ombelico e le unghie dei piedi sempre dipinte, ma mai di un solo colore, per non annoiarmi troppo.

Bene, ora che sapete chi sono, vi spiego perché vi sto scrivendo.

Vorrei raccontarvi una storia su questo “maledetto virus”, ma non una delle solite storie: un racconto speciale!
Sono una scienziata e vi racconterò di quando ho scoperto come sconfiggere il vir…

Nooo, non ce la faccio a dirvi bugie.
Non è vero che sono una scienziata, anche se mi piacerebbe; mi piacerebbe ancora di più dirvi che il virus è stato sconfitto, ma anche questo non è vero (non ancora).
Io sono proprio come voi. Sono solo una bambina, una bambina che è stata costretta da un essere invisibile minuscolo e cattivissimo a stare a casa da scuola. Una bambina che è stata costretta a fare i compiti tutti i giorni, a non vedere gli amici, a non vedere i nonni, a restare in casa chiusa col proprio fratello monello…! Insomma, sapete bene anche voi come è andata, un vero disastro.
Però una storia da raccontarvi ce l’ho. Anche se da bambina, e non da scienziata.

Ma iniziamo con ordine.

Quando ho saputo del virus non ero a casa mia; ricordo che c’erano le vacanze di carnevale, la scuola ci aveva lasciato qualche giorno di pausa, perciò io e la mia famiglia eravamo andati in montagna qualche giorno.
Era già strano e diverso trovarmi in un albergo e non in camera mia, ancora più strana è stata l’espressione dei miei genitori che è cambiata mentre guardavano le notizie in televisione. E che facce facevano poi, tenendo lo sguardo sui loro telefonini (quanto tempo passano a guardare quei cosi!), finalmente una sera mi hanno spiegato bene tutto.
Mi hanno detto che dovevamo stare a casa qualche giorno, perché c’era questo virus che girava e faceva ammalare i nonni.
Per me non era ancora maledetto, era solo un virus lontano che mi prolungava di qualche giorno le vacanze.
E invece…

Invece i giorni sono diventati settimane…

E io di colpo ho smesso di andare a scuola. Di andare a pallavolo. Di andare a nuoto. Di andare a giocare con i miei amici. I giorni sono diventati tutti uguali, e quando pioveva era anche peggio, perché non potevo proprio uscire dalla porta di casa.
Ma non vi preoccupate, non vi racconto una storia triste.
Vi racconto di come ho incontrato un’Amica con la A maiuscola, in un periodo in cui non si potevano -in teoria- fare incontri.

In teoria…

Sapete, tra le materie a scuola ce n’è una che molti reputano piccola, secondaria. Quasi inutile.
Una materia in cui vanno bene tutti, ma nessuno è da ottimo. Nemmeno io le avevo dato molto peso, lo ammetto; ma un giorno, nella noia della quarantena, la mia mamma ha avuto un’idea. “Anna, che ne dici di provare a far lezione di Musica, di pianoforte? Ci avevamo sempre pensato, ma non trovavamo mai il tempo, tra scuola, pallavolo, nuoto, amici…”
E io, che ero annoiata da morire e già avevo iniziato ad appellare il virus come sapete, ho accettato di buon grado: almeno avrei riempito un po’ le infinite ore della mia giornata.

E io che pensavo di riempirle solo un po’…

Il viso della mia Maestra di pianoforte l’ho visto solo attraverso lo schermo del telefonino del mio papà, per mesi, mentre cercavo di seguirla provando quello che mi diceva sulla tastiera. Però è un viso che non dimenticherò mai, perché il primo giorno che ci siamo conosciute mi ha detto: “Anna, segnati questo giorno, perché è un giorno speciale: il giorno in cui hai iniziato a suonare il Pianoforte, e cambierà la tua vita!”
Non capivo tutta questa esagerazione; era solo una tastiera, cosa poteva esserci di così speciale in qualche tasto bianco e nero?

E invece vi devo dire che di speciale c’era lei, la mia nuova Amica, l’incontro nuovo che questo maledetto virus ha permesso…
Sapete, quel giorno ho incontrato la Musica.
Quel giorno, quel virus, ha dato il LA ad una pagina della mia vita tutta nuova, che prima non aveva spazio… e che ora è il MIO spazio!
Il virus ha avuto per me un lato positivo, mi ha lasciato tanto tempo per iniziare a conoscere il mio amico pianoforte e la mia cara Amica Musica.

Come potrei ora farne a meno?

Vi presento le mie care note, per primo viene il Do, vi presento poi il Re, ed ecco a voi il Mi; segue il signor Fa, la signora Sol, la mia amica La e il signorSi.

Ho imparato a leggere di loro, ho imparato a cantarle, ho imparato a giocare con loro e a riprodurle non solo sul pianoforte, ma anche su altri strumenti…
Sapevate che il pianoforte funziona con le corde, come la chitarra? Solo che sono nascoste dietro ai tasti e non le vediamo! Ma anche loro vengono battute e fatte vibrare!
Invece agli strumenti a fiato serve il nostro respiro, dobbiamo soffiar loro dentro per fare uscire la mia amica.
Ho scoperto che anche gli strumenti da battere, le percussioni, a volte possono fare delle note; sapevate che la marimba ad esempio è uno strumento simile al pianoforte, ma che si batte? Per chiamarsi così deve essere di legno, mentre vibrafono e xilofono sono di metallo.
Un’altra cosa davvero curiosa, sapevate che le note in verità non sono 7 come pensano tutti, ma 12? Se fossero solo 7 il mio amico pianoforte avrebbe solo i tasti bianchi… invece ha anche quelli neri! Quelle in più hanno un soprannome, si chiamano tutte Diesis o Bemolle, ma sono importanti come le mie 7 care note che vi ho presentato prima, e…

… la mamma mi batte sulla spalla, mi dice che come sempre mi lascio trasportare ed esagero.

Scusate, davvero.

Però questa è una storia bellissima, non è una storia triste, come vi avevo promesso!

Pensate, ogni tanto suono insieme a mio fratello (che più che altro preme tasti a caso ma è giustificato… ha tre anni), ed ora che posso ricominciare a vedere i miei amici, i miei nonni, i miei compagni, posso suonare per loro le canzoni che mi piacciono… ma soprattutto… le posso suonare per me, e per la mia Amica!

Forza e coraggio, il virus non porta solo cose brutte, dobbiamo vedere sempre…

Il LA POSITIVO!

La vostra Anna

 

Maria Sogaro

mariasogaro@yahoo.it

 

p.s. if anyone is interested in reading this, I will gladly translate it in the other languages I know

 

 

 

 

2 Comments

Lascia un commento