Madeira Trekking, Viaggi Avventure nel Mondo, Agosto 2024
Resoconto di viaggio in stile umoristico secondo la “Morfologia della Fiaba” di Vladimir Propp.
“Buscando Nelio”
Come ogni mattina, i tredici Bolos de Caco venuti dal “Continente” s’incamminarono all’intrepida conquista delle vette e dei sentieri più inaccessibili dell’ Isola.
Con una mal celata punta di vanità, si facevano chiamare da anni “La Compagnia dell’Anelio”, così scimmiottando leggendarie imprese letterarie e omaggiando al contempo il loro impavido condottiero di scorribande: l’autista madeirense Nelio.
Niuno d’essi mai s’accorse che la gente del luogo li aveva ribattezzati ormai da tempo immemore con un diverso epiteto, ben lungi dalle loro leggendarie pretese: eran infatti da tutti conosciuti come i Bolos…de caco.
Ebbene quel dì, col sole a tergo e il vento sferzante, i tredici Bolos si incamminaron di buona lena alla conquista della cima più alta dell’Isola: il famigerato Pico Ruivo.

Conversando animatamente fra loro in antiche lingue esotiche, forse d’origin celtica, talvolta di parvenze sub-sahariane, i Bolos, così concentrati in amabil favelle, non s’accorsero di nulla. Solo un piccolo cagnolino dal guaito straziante li mise in guardia e quando tutti si voltarono nella sua direzione, allora sì, lo videro: accasciato, sudato, con le braccia avvolte alle budella, così lo trovarono: Ebodardo, il più sorridente dei tredici Bolos, se ne stava ora lì, serio, dolente e agognante a bordo levada: le sue ultime parole prima di svenire nel collasso: “Quelle maledette patelle…!”

Lungo le schiene abbronzate dei dodici compagni accorsi in suo aiuto scivolò lento un brivido di paura e tutti senza proferir verbo si scambiarono una sguardo d’intesa e si dissero, senza parlare, che solo una cosa avrebbe potuto mettere al riparo il loro compagno dal pubblico ludibrio: bisognava trovare Nelio. Subito.
La Compagnai dell’Anelio a’vventurò ordunque in una rocambolesca discesa dal Pico. L’avventura non fu lieve e di peripezie, quell’improvvisata e sgangherata combriccola dal sapore chisciottiano, ne dovette affrontare, e inver molte!
E si caricarono in spalla a turno e con ardimentoso coraggio il povero Ebodardo lacerato dai crampi e “Nelioooo! Nelioooo” unisonava la Compagnia e “Ay, ay, ay!!!” gemeva il poveretto.

Fiancheggiarono levadas, guadarono laghetti di carpe arcobaleno che scintillavano al loro passaggio, fiaccati dal male alle ginocchia – alcuni di loro si portavano nello zaino il penso antico degli anni e della saggezza – e preoccupati per l’onor messo a repentaglio del compagno Bolo.
E giunti quasi a valle che furono, sudati e tremolanti nella misteriosa foresta di Fanal, la brumosa distesa di Laurissilva conosciuta ai più per la sua aura d’incanto e malìa, la Compagnia si fermò, solo quale passo, per riprendere fiato.

Un fragore improvviso, di fruscii minacciosi tra le foglie li colse di sorpresa e poi STOMP! CRASH! PLOOK! una tempesta gialla e assordante, dall’alto al basso, fulmini gialli e neri, duri e singolarmente familiari all’olfatto…la Compagnia era sotto attacco: quei maledetti di Viaggi Discovery li avevano infine trovati e come promesso li stavano colpendo con la loro arma prediletta: una mitragliata di banane tropicali, di 17 varietà diverse!
I Bolos, così inaspettatamente accerchiati e maledettamente affaticati dal viaggio, con così poche energie in corpo se non quelle di un panino con cacio e prosciutto, e col peso, materiale e morale, d’un compagno ferito da dover mettere in salvo, alfine si arresero. STOMP! CRASH! PLOOK! proseguiva la battaglia, AY, AY!… si scioglieva in un gemito sconsolato il Compadre Ebodardo e YEAH! facevano quei facciademmerda di Discovery.
E poi fu un lampo, all’improvviso.
Non più giallo e nero come una banana.
Indistinto all’inizio, una sagoma, stagliata sul fondo della bruma, un contorno, un’ombra sorridente e rotondina si impose ferma, stabile e luminosa come una miraggio e tutti i Bolos, solo allora, ne ebbero conferma: Fanal, come raccontavano le antiche leggende degli avi, era invero una foresta incantata e quella sagoma era tornata per loro: Nelio li aveva trovati!
Il prode autista fatto condottiero fece una capriola, un po’ ninja un po’ scimmiesca, si mischiò tra la folla, mise in salvo il compagno in difficoltà e lanciò al resto della Compagnia il suo oggetto magico: un Bolo, de caco, pieno zeppo di purea d’aglio locale.
Fu un attimo, un momento di terrore e magia in cui finanche le belve della selva di Fanal s’impietrirono per qualche secondo, il vento si levò tra le fronde, i Bolos spalancarono le fauci e il nemico, ordunque cadde, svenne atterrito ai loro piedi avvelenato dall’olezzo magico.
Ebodardo fu portato d’urgenza al primo rifugio, mettendo così al sicuro il suo onor cavalleresco e i 12 Compadres Bolos si strinsero a cerchio attorno al loro prode comandante: l’onore della Compagnia era salvo! Nelio li spinse a calci in culo nel van e per insegnar loro una lezione che non avrebbero dimenticato per molto tempo, accese la sua playlist preferita.
