







Foto scattate in occasione della Festa Arci del 5 e 6 ottobre 2024, Piazza Gasparotto, Padova
Tutti i diritti delle foto sono @LuisaTresca
Iniziativa promossa da Cooperativa Tangram Padova
Esiste un particolare tipo di biblioteca dove anziché prendere in prestito un libro ci si può far raccontare da una persona la sua storia: è la Human Library, la “biblioteca umana” o “biblioteca vivente”, un’iniziativa nata in Danimarca nel 2000 e da allora diffusa in moltissimi paesi. L’idea è far conoscere le storie di persone che appartengono a categorie più o meno emarginate o subiscono discriminazioni di qualche tipo, per far superare i pregiudizi che potrebbero avere nei loro confronti.
La biblioteca umana “S-GIUDICAMI” ha lo scopo di superare i pregiudizi, valorizzare la diversità e incoraggiare una riflessione critica delle persone nei confronti dei migranti. La biblioteca vivente funziona come una biblioteca classica: i lettori prendono in prestito un libro per un periodo limitato, devono poi restituirlo e possono prenderne in prestito un altro se lo desiderano. Unica differenza e non ultima, i libri sono persone richiedenti asilo e le loro pagine si sfogliano in un dialogo arricchente con un lettore. I libri viventi raccontano la loro esperienza di vita, la loro storia attraverso le domande poste dal lettore. Un’esperienza umana, singolare che permette di confrontarsi con i propri luoghi comuni e di smontarli!
Il concetto di stereotipo venne introdotto per la prima volta nelle scienze sociali dal giornalista statunitense Lippmann (1992) che asserì che nella nostra esperienza il processo di conoscenza non è diretto, ma mediato da immagini mentali costruite in relazione a come ognuno di noi recepisce e percepisce la realtà.
Gli stereotipi sono delle particolari rappresentazioni mentali, o idee sulla realtà, che se dovessero essere condivise da grandi masse in determinati gruppi sociali, prenderebbero il nome di stereotipi sociali. Gli stereotipi permettono di attribuire, senza nessuna distinzione o critica, delle caratteristiche a un’intera categoria di persone, non curanti delle possibili differenze che potrebbero, invece, essere rilevate. Per questo, gli stereotipi sono spesso delle valutazioni o giudizi grossolani non del tutto corretti. Si tratta di idee difficilmente criticabili, in quanto ancorate alla provenienza culturale o alla personalità.
Questi giudizi possono diventare pregiudizi quando non derivano da una conoscenza diretta, ma appresa. Il più delle volte si tratta di valutazioni spicce legate sempre a giudizio negativo non sottoponibile alla critica. Un pensiero, dunque, diventa pregiudizio solo quando resta irreversibile anche alla luce di nuove conoscenze. Il pregiudizio su alcune categorie di persone, spesso, induce a modificare il proprio comportamento sulla base di queste credenze. Si creano, così, condizioni tali per cui le ipotesi effettuate sulla base di pregiudizi ineluttabilmente si manifestano e la conseguenza è andare a confermare gli stereotipi.
Reali , vere con la giusta tonalità , stupende